Un’icona degli anni ‘80

“Quando fu presentata, alla fine del 1981,
la Maserati Biturbo era la più amata dagli italiani”

La Maserati Biturbo è un’auto che ha fatto epoca, una vera icona degli anni ’80. Alla sua presentazione ha generato molto scalpore, come mai era accaduto per un’auto del genere.

Per le sue caratteristiche tecniche innovative e il prestigio del marchio Maserati, unite a un prezzo incredibilmente accessibile e a un astuto posizionamento fiscale entro i due litri di cilindrata, entrò subito nel cuore degli italiani: tutti ne volevano una, e gli ordini fioccavano.

Il suo successo iniziale fu un vero e proprio “boom”, che generò grandi introiti per la Maserati, con numeri produttivi mai visti prima per la Casa del Tridente.

Un'Auto da record

Prima auto stradale al mondo con motore sovralimentato da due turbine, la Maserati Biturbo era una duemila con prestazioni da tre litri.

In accelerazione sbaragliava tutte le concorrenti di segmento e se la giocava con le più performanti supercar dell’epoca.
Aveva una linea sobria ed elegante, interni lussuosi dai toni caldi, e dotazioni di categoria superiore.

Aveva insomma tutte le carte in regola per piacere, e infatti colse nel segno.

Un Successo Incompleto

Tuttavia, la sua vicenda industriale fu complessa e difficile. La fretta di metterla in produzione non consentì ai primi esemplari di godere di un adeguato sviluppo.

La volontà di tenere il prezzo basso costrinse ad alcune economie nella scelta dei materiali e della componentistica. Così la Biturbo deluse molti dei suoi primi proprietari, e di conseguenza, dopo i primi quattro anni di grande successo, la parabola della Biturbo iniziò inevitabilmente a declinare, in tutto il mondo. A poco valsero gli incessanti tentativi della Maserati di migliorarla e svilupparla, con l’introduzione di molteplici nuove versioni derivate.

La Biturbo andò quindi incontro a un drammatico calo di immagine. Su queste vetture calò l’oblio, e le poche volte che se ne parlava, i giudizi erano perlopiù negativi, spesso alimentati da luoghi comuni triti e ritriti, con la stampa di settore che più volte ha infierito con un accanimento mai visto prima per auto di questa categoria.

La Rinascita

Solo negli ultimi anni si è assistito a un lento recupero di immagine di queste vetture, che sono tornate a essere ambite dagli appassionati e stanno vedendo crescere giorno per giorno considerazione e quotazioni.

Oggi si avvicinano a queste auto soprattutto i 40/50 enni, che vedono nelle Biturbo un ricordo di infanzia e un simbolo di quegli anni floridi e irripetibili della “Milano da Bere”.

Inoltre, la loro “accessibilità” permette a molti, oggi come allora, di coronare il sogno di possedere e guidare una Maserati.

Un Auto Unica nel Suo Genere

I MODELLI PRINCIPALI
LA BITURBO BASE

Presentata il 14 dicembre 1981, la Biturbo originale è stata il modello più venduto della serie, prodotto in quasi diecimila esemplari, tutti venduti in Italia, grazie al travolgente successo ottenuto alla presentazione. Ma è stato anche il modello più problematico, soprattutto nei primissimi esemplari del 1982, che hanno rovinato la fama di quelli successivi. Alimentata a carburatore, con i suoi 184 CV era, alla presentazione, la due litri più potente al mondo

LA BITURBO SPYDER

Lanciata sul mercato nel 1985, la versione aperta della Biturbo era una spider due posti a passo corto, disegnata e assemblata da Zagato. Durante la sua evoluzione ha beneficiato di tutte le migliorie introdotte sulle versioni chiuse di cui condivideva la meccanica, come l’iniezione, gli scambiatori intercooler e le quattro valvole per cilindro. A differenza delle altre versioni, è stata sempre ricercata dai collezionisti

LE VERSIONI BERLINA DELLA SERIE 4

Fin dall’inizio la Biturbo è stata declinata anche in versione berlina a quattro sportelli, a passo allungato. Anche le berline della serie “4” hanno beneficiato di tutti gli aggiornamenti meccanici previsti negli anni, seguendo passo per passo le evoluzioni del modello, con versioni specifiche per il mercato italiano e per l’esportazione, e con finiture interne sempre più lussuose, rimanendo in produzione per circa dieci anni.

LE GRAN TURISMO DERIVATE DALLA BITURBO

Sulla base della Biturbo, vengo realizzati anche modelli gran turismo di categoria superiore. La prima a debuttare è la 228, grande coupé da “cùmenda” a passo lungo, con motore 2,8 litri e 250 CV, lo stesso che verrà utilizzato sulla Karif del 1988, berlinetta a passo corto sviluppata sul telaio della Spyder. L’evoluzione della Karif è la Shamal, equipaggiata con un poderoso V8 da 3,2 litri e 326 CV. Sul telaio a passo standard della Biturbo vengono invece realizzate la Racing e la Ghibli II, modelli in cui il due litri raggiunge potenze da primato, sfondando il tetto dei 300 CV. Chiude la stirpe la 3200 GT del 1998, progettata sul telaio a passo lungo e dotata del V8 della Shamal ulteriormente potenziato a 370 CV.

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L’Era Biturbo
Di Claudio Ivaldi