Tuttavia, la sua vicenda industriale fu complessa e difficile. La fretta di metterla in produzione non consentì ai primi esemplari di godere di un adeguato sviluppo.
La volontà di tenere il prezzo basso costrinse ad alcune economie nella scelta dei materiali e della componentistica. Così la Biturbo deluse molti dei suoi primi proprietari, e di conseguenza, dopo i primi quattro anni di grande successo, la parabola della Biturbo iniziò inevitabilmente a declinare, in tutto il mondo. A poco valsero gli incessanti tentativi della Maserati di migliorarla e svilupparla, con l’introduzione di molteplici nuove versioni derivate.
La Biturbo andò quindi incontro a un drammatico calo di immagine. Su queste vetture calò l’oblio, e le poche volte che se ne parlava, i giudizi erano perlopiù negativi, spesso alimentati da luoghi comuni triti e ritriti, con la stampa di settore che più volte ha infierito con un accanimento mai visto prima per auto di questa categoria.
Solo negli ultimi anni si è assistito a un lento recupero di immagine di queste vetture, che sono tornate a essere ambite dagli appassionati e stanno vedendo crescere giorno per giorno considerazione e quotazioni.
Oggi si avvicinano a queste auto soprattutto i 40/50 enni, che vedono nelle Biturbo un ricordo di infanzia e un simbolo di quegli anni floridi e irripetibili della “Milano da Bere”.
Inoltre, la loro “accessibilità” permette a molti, oggi come allora, di coronare il sogno di possedere e guidare una Maserati.